martedì 11 gennaio 2011

QUATTRO PAZZE DA PRADA

Sabato sono andata da Prada con le mie amiche. Non in negozio, non possiamo permettercelo, ma all'outlet di Mendrisio, in Svizzera. Una di noi per fortuna lavora da Prada e ha lo sconto del 50% sul l'outlet: il che rende finalmente la cosa accessibile. Precisamente la mia amica Mutanda ( il perche' la si chiami cosi' spero resti ignoto ai piu').  E poi c'erano Heidi e Poca (da Pocahontas, per via delle treccine...) L'appuntamento per la partenza era alle 10 davanti ad un centro commerciale di Milano. Di solito le donne sono sempre in ritardo per vari motivi. Alle 10.01 eravamo gia' in tangenziale, l'autista ero io. Niente Tom Tom, Mutanda e Poca mi avevano garantito di sapere la strada, tempo previsto da google di viaggio, 40 minuti, senza traffico, e traffico infatti non c'era. Siamo arrivate dopo 1 ora e 30.
Ovviamente all'inizio erano tutte convinte: uscita Monte Olimpino. Poi il buio. Dopo aver girato tutto il sud Canton Ticino e aver chiesto a passanti, negozianti e qualsiasi altro essere umano visibile dalla macchina, dopo aver interpretato in modo del tutto arbitrario qualsiasi indicazione ricevuta e dopo aver battibeccato  tra di noi dandoci la colpa a vicenda, abbiamo da lontano visto una grossa Volpe, tipo quella della carta igienica, e infine centrato l'obbiettivo.
Sigaretta, caffe', pipi' e poi pronte per l'operazione.
C'era di tutto: borse, portafogli, scarpe, vestiti.
Per circa 40 minuti non ci siamo rivolte la parola, ognuna era impegnata ad afferrare quello che capitava tra le mani, fatti i conti, anche una borsa da 800 euro non ne costava piu' di 200. Questo e' vita.
Abbiamo deciso di parlarci quando avevamo bisogno di un consiglio.
Consigli che ovviamente non solo non erano ascoltati, ma al minimo dubbio che ognuna forniva all'altra per un acquisto usciva subito la solita scusa "va beh dai, se sei indecisa tanto cosa vuoi che sia, per quello che costa, e' Prada!" Ed effettivamente era davvero cosi': tutto era talmente bello da farmi sentire bene solo per il piacere di averlo toccato. Solo Heidi ha resisto ad una borsa come la mia, forse in preda a quei ridicoli sensi di colpa del tipo: "ne ho gia' scelte altre 3,...bla bla..che cosa mi invento con il mio fidanzato....bla bla....
Heidi ci sta ancora pensando a quella borsa, non lo ammettera' mai, ma guarda caso anche oggi mi ha chiesto l'esatto prezzo per la dodicesima  volta, credo stia ponderando bene la scusa da darsi per acquistarla al prossimo giro.
Finite le scelte, siamo passate alla cassa. Non c'era coda, ma avevamo talmente tanta roba che hanno dovuto chiamare il commesso del negozio accanto per farci cassa e la donna delle pulizie per fare i pacchetti.
Non abbiamo avuto il coraggio di dirgli che di li' a poco avremmo dovuto disfarli per evitare interrogatori su eventuali contrabbandi di borse alla dogana, chi avrebbe in tutta coscienza potuto mai credere che tutta quella roba era nostra?
Superato il terrore da eventuale blocco in cassa della carta di credito, siamo uscite dirette al parcheggio, dovevamo prepararci per il ritorno in Italia, buttare via le confezioni, indossare i capi e le borse, riempire i portafogli e imboscare in tutti gli angoli della macchina le 24 pochette comprate da Heidi.
E poi c'era da convincere Poca a togliere gli stivali e indossare le sneakers di Prada.
Quando riuscimmo a farlo e comicio' a spogliarsi capimmo il perche' di tanta esitazione: sotto gli stivali e sopra i leggings indossava calzettoni di lana a righe multicolor. Inguardabile. Le feci giurare che superata la dogana avrebbe rimesso gli stivali evitandomi lo sguardo di tale scempio fino al rientro a Milano. E cosi' e' stato.
Grazie a Dio, alla dogana nessuno ci ha fermato, nonostante i nostri volti colpevoli, non verso la legge, ma verso la nostra banca. Nel viaggio verso Milano (al ritorno ci abbiamo messo 40 minuti come previsto) non abbiamo fatto altro che ridere e ringraziare Mutanda, e aiutare Heidi a convincerla di aver fatto bene a non prendere quella borsa. Senza successo, ovviamente.
Alle 13.30 eravamo tutte a casa, con molti meno soldi di prima, ma decisamente felici: infondo, come diceva Carrie Bradshaw, i miei soldi li voglio vedere tutti li', appesi nel mio armadio.
Felici non solo per gli acquisti, ma perche' ancora oggi, dopo piu' di vent'anni di conoscenza, quasi trenta alcune di noi, abbiamo ancora voglia di divertirci e stare insieme, nonostante i pericoli, i consigli sbagliati, i momenti di silenzio e le discussioni accese. Forse perche' siamo vere amiche?
Baci, Vanny

lunedì 10 gennaio 2011

I SALDI: UN'ARTE

I saldi sono un'arte. Non e' da tutti saperli fare. La maggior parte delle persone compra cose perfettamente inutili solo perche' scontate o peggio di taglie sbagliate perche' ormai la taglia giusta non c'e' piu'. Cose che usera' poco perche' presto fuori moda o peggio ancora delle stagioni trapassate perche' ributtate dai negozianti sugli scaffali per i poco esperti del settore. Alcuni sono cosi' infami addirittura da alzare i prezzi sui listini e metterli poi pieni come se fossero scontati. E' facile che al telegiornale ci dicano di stare attenti. Se uno non conosce le collezione e i prezzi prima dei saldi, come fa ad accorgersene? Per questo il vero artista dei saldi comincia a farli adesso. Si si, adesso non perche' sono partiti il 6 gennaio, adesso per quelli che partiranno a luglio.
Funziona cosi': il vero esperto di saldi sa che il giorno in cui cominciano i saldi, i saldi sono in realta' finiti: il giorno di inizio dei saldi iniziano i saldi della stagione successiva. Esempio: ora stanno arrivando le collezioni primavera estate, e io tra poco comincero' ad andare nei negozi di abbigliamento accessori e scarpe che frequento di piu' e a farmi un'idea delle mode che andranno, i prezzi, le collezioni. Non sono tantissimi, quei 5 o 6 per genere e che da qui all'estate frequentero' di piu', non e' neanche tanto impegnativo, basta passarci il sabato con le amiche tra una chiacchera e l'altra. e cominciare a guardare, guardare, guardare.... Beh, certo non voglio farvi credere che non comprerio' nulla da qui a luglio chiaro. Da qui a luglio comprero' pero' solo lo stretto necessario e le cose che proprio proprio mi fanno impazzire (bella scusa questa neh? ).
Poi, poco prima dei saldi, mi presento nei negozi in cui ho comprato di piu' che, per non rischiare di esser multati, almeno per i clienti piu' stretti possono cominciare con le promozioni pre-saldo e se non possono farti subito lo sconto, te le tengono via per il giorno di partenza dei saldi. Cosi', mentre la gente fa le code nei negozi, io passeggio tranquilla e vado solo a ritirarare a meta' prezzo quanto gia' ponderatamente scelto e valutato quando non c'era la ressa, se non addirittura acquistato gia' nei giorni subito precedenti.
 E poi basta. Niente piu' acquisti inutili, tanto la stagione e' ormai finita, si comincia per la successiva, E se proprio mi manca qualcosa, grazia all'attento lavoro di intelligence precedente, so quali sono i capi delle collezioni in corso e quali delle precedenti (c'e' dietro un lavoro di anni ma e' cosi', eh eh ) e soprattutto ricordo i prezzi esatti delle cose che mi piacevano evitando di farmi gabbare.
Ovviamente non tutti possono avere questo background, allora per gli inesperti, conviene andare sui grandi marchi o le catene e basta e non il negozietto multi marca, le grandi catene e le grandi marche non hanno mai avanzi degli anni precedenti in magazzino e quindi e' impossibile che ti rifilino il capo dell'anno prima o che rischino multe taroccando i prezzi.
E' complicato lo so, ma molto divertente e vi assicuro per esperienza personale di normale impiegata con mutuo sul groppo, che se riuscite ad imparare quet'arte, avrete piu' cose, piu' belle, spendendo meno.
E chi mi conosce sa che e' cosi'. Ora scusate, devo andare a cominciare i saldi estivi! 
Baci,
Vanny

L'eleganza del riccio

Sono stata assente un mese, lo so, punitemi. Potrei usare tante scuse tipo le ferie, bla bla bla, il lavoro stressante pre Natalizio, bla bla bla, ma non lo faro'. Voglio parlare di un film bellissimo che ho visto e da cui prende il titolo questo post. Parla di cosa rende bella una persona. Non e' il vestito, il trucco o il parrucco, ma quello che ha dentro. Banale vero? Non lo e' per niente. Pensate ad Audrey. Belle come lei ce ne sono tante, ma era speciale perche' dal suo sorriso e dai suoi occhi si vedeva la bellezza interiore. Boiata? Non direi. nessuno la conosce, almeno, io non di persona, pero' nessuno riesce a pensare di lei che fosse una stronza, perche' la sua bellezza non era solo fisica. E quindi non poteva che appartenere all'animo. La portiera del film all'inizio sembrava una strega. Poi la conosci, lei comincia a a venire fuori e piano piano la vedi sempre piu' bella. Perche' comincia ad amare e prima di tutto ad amare se stessa.
E allora comincia a pettinarsi, vestirsi e alla fine del film non puoi che trovarla adorabile. E tutto questo grazie all'amore di due sconosciuti che cominciano a guardarla dentro, oltre il manto spinoso. Non e' solo come ti vedono gli altri che ti rende bella, ma anche cosa tu decidi di far vedere e quanto tu ami te stessa. Senza essere presuntuosi, narcisisti o altro, cosi' diventi quello che se la tira, noioso...
E voglio cominciare da qui per il nuovo anno: dicendo a tutti che per sentirsi belli bisogna amarsi e amare la vita sempre nel bene e nel male, regalando sorrisi a tutto e tutti. Non sorrisi falsi, intendiamoci, sarebbe troppo semplice, ma proviamo a cominciare ogni giornata prendendo bene qualsiasi cosa accada, quando vogliamo storcere il naso facciamo invece un sorriso, quando qualcosa va storto anziiche' sclerare ridiamoci sopra, magari funziona, no?
Questo e' una articolo che parla del niente, lo so, ma e' il mio proposito per il 2011 anzi, il mio fioretto, e volevo condividerlo con voi, che sia mai possa essere contagioso?  La vita e' come uno specchio: se tu gli sorridi, lui ti sorride, se gli volti le spalle, lui ti volta le spalle...
Buon anno a tutti!
Baci, Vanny

domenica 12 dicembre 2010

ODIO I SUOI GILET!

Ho un'amica che  conosco da quando  avevo circa sei anni.E da quando eravamo piccole,  indossava sempre e comunque un gilet. Qualsiasi occasione fosse, qualsiasi abbigliamento avesse, sopra metteva un gilet.  A volte in jeans se era sportiva, a volte in paillettes se era sera, di lana se faceva freddo, o il classico da uomo per andare al lavoro. Io e le altre non la sopportavamo piu'. Era assolutamente inconcepibile che non riuscisse a farne a meno, Quando si andava a fare shopping, se entravamo in un negozio che non aveva gilet, era un brutto negozio. Ovviamente veniva da tutte noi presa perennemente per i fondelli, facevamo complimenti sarcastici ai suoi nuovi gilet ai quali lei rispondeva sempre con serena ironia.Un giorno, come spesso capita, anche lei si fidanza. Con un uomo che, a differenza dei soliti rapiti solo per il calcio, era incredibilmente patito per la moda. Lei era persa. E comincio' il lavaggio del cervello sull'abbigliamento, riuscendo a fare quello che in tanti anni nessuna di noi era mai riuscita a fare: toglierle  il gilet.  All'inizio, quando uscivamo con lei ormai diventata precisa e sempre originale nell'abbigliamento,  eravamo semplicemente entusiaste, la riempivamo sempre di complimenti. Poi piano piano qualcosa non andava. Non era piu' lei, non riuscivamo a riconoscerla. Se dovevamo incontrarla per strada ad esempio, da lontano non la riconoscevamo senza il gilet. Certo ok, non vi era nulla di diverso, era sempre la solita brava ragazza, pero' mancava qualcosa: quel qualcosa per cui l'avevamo criticata tutta la vita non c'era piu', ed improvvisamente quel fastidioso gilet era diventato cosi' importante...Certo non si poteva dirle nulla dopo che l'avevamo presa tanto per i fondelli, per una cosa cosi' da poco infondo, il gilet!!!!!
Poi ci siamo accorte di una cosa: non era il gilet che mancava, ma il suo modo di essere, al di la' delle mode e delle tendenze, quello che l'aveva sempre resa tanto speciale ai nostri occhi non c'era piu'.
Era solo un accessorio, ma era stato scelto da lei perche' le piaceva e la faceva stare bene con se stessa, e non importava che non piacesse agli altri, perche' con quello lei era quello che agli altri piaceva, perche' esprimeva la vera lei agli occhi di tutti.
Col tempo ci siamo abituate a vederla diversa, ed anche lei a considerare altri accessori oltre al gilet ritrovando piano piano un nuovo stile, tutto suo, a volte magari non bello, ma comunque meraviglioso perche' esprimeva se stessa e non solo il suo nuovo fidanzato...   :-)
Quello che voglio dire, e' che il look e il gusto e' cosi' personale, che non possiamo etichettarlo o dargli delle regole: possiamo decidere di apprezzarlo o disprezzarlo per quello che e' rispetto a quello che noi amiamo "vedere". E a volte anche quella cosa che odiamo diventa improvvisamente la cosa che ci manca di piu'....
Baci,
Vanny


venerdì 10 dicembre 2010

L' APPARENZA INGANNA


Il  mio blog parla di abbigliamento, argomento da sempre ritenuto superficiale, come di fatti lo e’, e non importante o profondo come puo’ essere la letteratura, la filosofia, l’arte o la musica o lo sport...
Ma resto sempre stupita di quanto in realta’ ci siano cose ancora piu’ superficiali nelle persone e atteggiamenti ancora piu’ di “apparenza”.
E  stupisco ancor di piu’  quando questo lo scopri tra gli amici, i colleghi o tra i parenti
Sapete, quelli che si vantano di avere una bella famiglia, un bel lavoro, di essere bravi coniugi, bravi fratelli o bravi genitori, e poi in realta’ scopri che e’ tutta apparenza perche’ fa molto “brava persona” tutto questo ma alla fine nascondono relazioni extra, fingono di essere fedeli o amici e magari ti sparlano alle spalle o peggio tramano per fotterti in un qualche modo, fisicamente o economicamente.
E poi pero’ se scoprono le tresche interne, improvvisamente dimenticano di aver fatto di tutto, solo per continuare a sembrare bravi moralisti e quindi  insabbiano tutto per il bel apparire.
E’ successo ad una compagnia di una mia amica.
Fate conto, circa un 7 o 8 coppie con o senza figli, che fanno sempre tutto insieme; festivita’, cene nei week end, vacanze...
Poi improvvisamente succede di tutto: alcuni cominciano a tradirsi e a farsi beccare dal resto della compagnia(errore clamoroso, non l’aver tradito, l’essesri fatto beccare!), tutti sanno tutto tranne i diretti interessati, cattiverie dette alle spalle pesanti e poi rivelate da altri (e chi racconta le cattiverie dette da un altro e’ anche peggio di chi l’ha partorita) , invidie, invasioni di privacy, e creste pesanti sui soldi....chi piu’ ne ha piu’ ne metta insomma.
Allora la mia amica, che non passava davvero un bel periodo e spesso era triste e scoraggiata, ha preferito con il suo compagno stare un po’ da sola.
Inaccettabile.
Si puo’ accettare che gli amici abbiano relazioni segrete, dicano cattiverie o si fottano i soldi tra di loro, purche’ continuino a far vedere di uscire tutti insieme e di essere felici e contenti come se nulla fosse, ma mai staccarsi, staccarsi vuol dire fa vedere che qualcosa non va, non importa il motivo per cui lo hai fatto, ma e’ gravissimo  che tu abbia fatto vedere il tuo disagio,
dimostrandoti fragile e vulnerabile.
Hai fatto vedere a tutti che qualcosa non va e che non siete perfetti.
L’apparenza non e’ come ci si veste, ma come si affronta la vita. E’ essere coerenti con le proprie scelte e i propri desideri, al di la’ di cio’ che e’ più facile, piu’ comodo e piu’ bello da far vedere.
Se non si accettano i comportamenti dei propri conoscenti anche dopo aver cercato di chiarire, non bisogna celarsi dietro il voler far vedere a tutti i costi che si ha una vita perfetta senza che nulla di irregolare l’abbia mai sfiorata.
Accettiamo che gli altri siano diversi, siano vulnerabili e possano fare errori, ma non che vogliano fingere che tutto vada bene.
I vestiti sono fatti per essere indossati, il proprio animo no, e’ quello, e’ uno,  e  dobbiamo tutelarlo sempre, anche se sbaglia anche se e’ cosi’ terribilmente imperfetto da poter scioccare gli altri, non dobbiamo vergognarci di quello che siamo. Infondo se fossimo tutti uguali e tutte brave persone saremmo davvero una noia mortale, no?
Quando voglio indossare qualcosa di perfetto, vado nel mio negozio di scarpe preferito, la terribile imperfezione del mio animo, la lascio volentieri nelle mani del giudizio altrui, negativo o positivo che sia.
Baci,
Vanny

giovedì 2 dicembre 2010

STIVALI CALDI, FASHION E COMODI!


Metti caso che un'amica qualunque debba andare in vacanza a capodanno in Russia, dove fa freddo, davvero freddo, debba visitare e quindi camminare tanto e poco spazio in valigia per portare roba ( i limiti di certe compagnie aeree sono davvero imbarazzanti!)  Cosa puo' mettere?
Ci vogliono delle scarpe che siano comode, fashion da usare sia di giorno che di sera, e anche calde, fottutamente calde.
Io in questo caso opterei per gli Ugg o per le Timberland.
(o comunque per delle sottomarche su questo stile...)
Ne hanno fatte di tutti i gusti, olte che avere ovviamente la nomea di essere scarpe comodo e calde, ma ora sono anche sempre molto di tendenza, tanto che molti li usano per abbinarle anche ad abiti da sera! Tra l'altro, per chi vive a Milano, si trovano ovunque. In corso Vercelli o Buonos Aires ci sono un saccpo di negozi che li hanno, e c'e' talmente tanta scelta di colori e fantasia che puoi davvero abbinarli con tutto.
Allego un po' di foto di quelle che mi piacciono!  Baci, Vanny








mercoledì 1 dicembre 2010

QUANDO LEI (O LUI....) VIENE DA TE IN TUTA

Allora siete alla frutta.
Si, succede proprio cosi'. La passione comincia a spegnersi quando per vedersi a casa del partner l'altro si presenta in tuta. Accade piu' spesso di quanto pensiamo, lo sento in continuazione. Soprattutto quando sento farlo ad un amica amante non solo dei bei vestiti ma anche dell'intimo di stralusso, allora vuol dire che siamo proprio giunti al capolinea.
Non e' per essere la solita superficiale, quale di fatto sono, ma perche' tutto cio' che concerne la passione alla fine non e' altro che "materiale" per quanto cerchiamo di farlo sembrare spirituale, e' cosi' ed inutile girarci intorno.
La passione passa se non viene continuamente coltivata, certo arriva l'amore quello profondo vero e spirituale, ma fintanto che saremo fatti di carne, la passione sara' fondamentale per mantenerci vivi.
E allora evviva la superficialita', l'apparenza che tanto viene criticata, alla fine e' quella che ci da vita, e che quando il nostro partner si trascura ci "costringe" a guardarci intorno e a cadere in tentazione, o almeno a pensare di farlo. Ma perche' arrivare a quel punto? Punto in cui anche una relazione seria e importante, per un attimo di follia rischia di andare allo sfacelo. Credete che basti essere maturi rispettosi e razionali per resistervi? Tutte balle, se vi hanno detto cosi' hanno mentito. Tutti, ma proprio tutti, siamo in preda alle tentazioni, e non c'e' maturita' o freddezza che vi resista. E allora, come diceva il grande Oscar, cediamo a queste tentazioni, ma se non vogliamo che ci portino fuori strada, manipoliamole noi, lasciamo che sia la nostra voglia di vivere ad avere il sopravvento e fare in modo che ci porti le cose che vogliamo. Non smettiamo mai di essere belli nel vero senso della parola, o almeno di farci belli per i nostri partners, cercando ogni volta di sorprenderci e di far vedere che abbiamo voglia di scoprire o far scoprire sempre qualcosa di nuovo di noi non solo nel nostro cuore o nel nostro animo ma anche nel nostro corpo, nel nostro modo di apparire e di vedere la vita.
Evviva la voglia di mettersi l'abito da sera anche solo per cenare in casa o per guardare il Grande Fratello al lunedi' sera.
Come diceva la mitica Carrie alla fine dell'ultimo Sex and the City, lasciamo che i colori entrino nelle nostre case, nei nostri letti, nelle carne, come nell' animo....
Baci,
Vanny