E' arrivata la crisi anche per noi. Lo stipendio dovrebbe essere lo stesso, ma ahime', le spese aumentano, insieme alle tasse, all'iva e alla folle lievitazione dei prezzi dei generi di prima necessita'. A tutto questo si aggiungono le banche: terrorizzate da non si sa cosa, visto e considerato che loro i soldi li hanno sempre,che non ti permettono piu' di andare in rosso e che arrivano in un attimo alla minaccia blocco carta: l'ultima speranza per poter continuare a gioire dello shopping da momento di depressione. Non possiamo piu' permetterci di sentire la mancanza di quella specifica canottierina rossa che manca tanto al nostro guardaroba, no. Perche' canottiera dopo canottiera, il conto carta si alza, il conto in banca si abbassa e si rischia la totale e definitiva chiusura delle porte del nostro negozio preferito; in faccia a noi. Ma se nei momenti di difficolta' le persone diventano piu' forti e se la necessita' aguzza l'ingegno, una shopper compulsiva non puo' certo rimanere indietro. E' arrivato il momento di dimostrare veramente al mondo che anche con 4 soldi si puo' essere chic, di classe e assolutamente cool. Il primo passo e' smettere di mettere da parte vestiti vecchi e cose che non mettiamo piu' perche' troppo stretti o troppo larghi. Il riciclo non sara' piu' solo il focus dei Verdi ma anche delle vere Shoppers. Ovviamente se si parla di capi ancora in buono stato. Basta infatti un accessorio per renderlo di nuovo all'ultimo grido e una buona sarta per entrarci di nuovo...o per toglierli quel dettaglio che proprio non ci piaceva. L'accessorio diventa infatti fondamentale. Evitiamo di comprare l'ennesimo inutile tubino nero o jeans o pantalone nero. Quelli che abbiamo vanno benissimo, dobbiamo solo rimescolarli e renderli nuovi con una cintura, una sciarpa, un coprispalle sempre diverso. Sono sicura che nell'armadio di ciascuna di noi ce ne sono a bizzeffe. Se proprio necessitiamo un vestito nuovo, lanciamoci sui mercati, sui negozi low cost. L'importante e': controllare i tessuti, niente sintetici, ed evitare colori e fantasia sgargianti, sono poco riciclabili. Basta con set di borse e scarpe, prendiamone poche ma di buona qualita' e possibilmente evitiamo le repliche della scarpa o borsa nera; ok niente colori sgargianti nei vestiti, ma nell'accessorio possiamo investire un qualcosina per rendere piu' chic magari il solito vecchio jeans.
Si, lo so, sembra facile a dirsi ma piu' difficile a farsi, ma passo per passo ce la faremo. Mettiamoci in testa che nessuno puo' farci smettere di essere fashion victims, ne' Monti, ne' le banche e neanche la miliardaria che continua impunemente a circolare con l'ultimo modello di Louis Vuitton. Usciremo da questa crisi con meno capi firmati ma molto, molto piu' buon gusto. Come diceva Coco, l'eleganza non consiste nell'indossare un vestito nuovo, e da ora in avanti, seguitemi e suggeritemi idee sull'argomento per i prossimi post!
BB n CC
Vanny
lunedì 20 febbraio 2012
venerdì 9 settembre 2011
TOC TOC, ARRIVA L’AUTUNNO?
E’ ufficiale, l’estate giunge al termine. Fa ancora caldo, la sera si puo’ ancora uscire senza il maglione, ma ovunque si respira l’aria dell’imminente autunno. Le giornate sono sempre piu’ corte, quando la mattina fa fresco ci si comincia a chiedere se e’ meglio portarsi una giacca e i negozi ormai hanno archiviato i saldi ed espongono solo cappotti e abiti in lana. Ma nessuno di noi ha ancora veramente voglia di pensarci. E cosi’ si stenta ad andare a fare shopping perche’ ci si chiede ancora cosa andra’ di moda o meno e si pensa ci sia ancora tempo per deciderlo. Ma da un giorno all’altro saremo catapultati nel freddo e negli abiti pesanti, e se vogliamo essere preparati, e’ ora il momento per pensarci, ora che gli altri ancora non hanno voglia di farlo, cosi’ possiamo cominciare a scegliere noi cosa andra’ di moda, senza farci condizionare da quello che la massa e gli stilisti vorranno imporci come divisa. Si, e’ vero, quello che c’e’ in giro e’ gia’ quello che hanno stabilito essere di moda per il nuovo inverno, ma possiamo in qualche modo evitare di farci condizionare troppo e scegliere prima di tutto quello che va bene a noi.
E’ questa la vera tendenza: non piu’ tutti con il Moncler la Vuitton o le Timberland (oddio, spero davvero che nessuna delle mie lettrici circoli per la citta’ con quelle!!!) ma il proprio stile, e colori.
Navigando sui blog di moda, tendenze, sfilate per l’inverno se ne vedono di tutte: chi dice che le linee torneranno molto maschili con i cappotti larghi, chi dice che il bon ton e’ il nuovo sexy, chi che i colori saranno accessi e decisi, chi che saranno luminosi ma tenui...e poi che andranno di brutto i colori lame’, i cappotti di lana, le pellicce ecologiche e ...insomma, di questi consigli ne trovate a bizzeffe.
Il mio personale, e’ di non farvi dettare da nessuno di questi suggerimenti ma solo da quello che sta veramente bene a voi. Non comprate un abito o un accessorio per forza di quella marca o di quel colore solo perche’ cosi’ dice la moda. Pensate a come abbinarlo alle cose che gia’ avete (sono tempi duri, il riciclo degli abiti e accessori delle collezioni passate e’ fondamentale) a volte basta un oggetto nuovo per ravvivare un capo vecchio...ops, vintage!
E pensate anche che prima di tutto quel colore o quella forma deve stare bene a voi.
Non solo il colore dei capelli va abbinato a quello dell’abito ma anche il colore della pelle e degli occhi, e’ c’e’ un solo modo per saperlo; provarlo e portarvi nello shopping una cara amica....piu’ che altri una sincera amica!!!
E anche le linee, se il cappotto maschile vi sta da schifo, non compratelo solo perche’ quella e’ la tendenza!
I vestiti e gli accessori, servono prima di tutti a farci sentire bene con noi stessi e a “migliorare” il nostro aspetto. Non a condannarlo alla divisa e all’obbedienza degli stilisti.
Il miglior stilista che ciascuno puo’ avere e’ sempre il proprio Io: e l’amica cara che ti accompagnera’ a fare shopping!
BB n CC
Vanny
martedì 26 luglio 2011
PERCHE’ DOBBIAMO INDOSSARE UN FILO INTERDENTALE IN MEZZO AI GLUTEI?
Si insomma, vorrei capire, quando esattamente le donne, o gli uomini, hanno deciso che indossare una mutanda sia anti sesso o che vedere il segno degli slip sotto un abito aderente sia anti estetico?
Sono sicura che la mia amica Mutanda la pensa proprio come me.
Quando eravamo adolescenti noi, circa poco piu’ di una decina di anni fa, il perizoma esisteva solo nei sexy shop. Non solo. Non esistevano ne’ Intimissimi ne’ Yamamay, ma solo negozi di altissima marca che avevano completi intimi esagerati e che potevano permettersi solo donne che avevano gia’ accalappiato uomini danarosi e che quindi, avevano gia’ “scalato” la vetta del sesso.
E probabilmente per farlo avevano anche loro per anni indossato lo stesso intimo che tutte quante noi compravamo alla Upim o all’Oviesse.
Si passava dalle comode Sloggi alle un tantino piu’ ose’ mutandine della Lovable. Quelle con il fiocchetto davanti che si staccava di solito al terzo lavaggio.
E i reggiseni? Altro che push up o imbottiture ad olio, al massimo esisteva il Criss Cross che ti faceva sentire tanto comoda e sicura almeno fino a quando per errore non dovevi spogliarti davanti a qualcuno.
Forse quella cosa che ci ripetevano sempre da piccoli ci ha un tantino condizionato: cerca di avere l’intimo sempre in ordine nel caso dovessi finire in ospedale.
In ospedale fortunatamente non ci sono mai finita, ma credo che le conseguenze del ripetuto consiglio ci abbia inevitabilmente segnato a vita.
Nonostante il Criss Cross e le sloggi, non so come mai la gente continuava a fare sesso e a divertirsi.
Il tutto senza dover spendere mensilmente una cifra astronomica da Intimissimi o Yamamamy.
Perche’ si, e’ vero che oggi per avere un intimo carino non hai bisogno di andare alla Perla, ma e’ anche vero che ne inventano una a stagione e cercare di essere al passo con i tempi rende sempre piu’ dispendiosa l’impresa.
E poi improvvisamente, qualsiasi tipo di mutanda e’ diventata non solo out, ma off limits per qualsiasi uomo, sfigati compresi.
E cosi’ le donne si sono convinte che indossare un perizoma fosse la cosa piu’ comoda del mondo.
Tutte baggianate. Intanto, per 5 giorni al mese il perizoma e’ davvero importabile; si certo, hanno inventato gli assorbenti interni, ma e’ oggettivamente fuori discussione girare per la citta’ 5 giorni con un tampone asciutto di 5 centimetri in mezzo alle gambe. Per non parlare dei jeans, che la maggior parte delle donne indossano 32 giorni al mese; avete idea di cosa sia un filo interdentale in mezzo a due chiappe strette da un paio di jeans attillati magari di una taglia in meno e appena lavati?
Essere donna a volte e’ un vero inferno. Esserlo nel 21esimo secolo sicuramente e’ anche una fortuna, ma per quanto si faccia per essere emancipate e indipendenti, si casca sempre in quel giro vizioso che ci rende eternamente vittime e “sottomesse” al sesso forte.
Ma io ho deciso di credere che forse non e’ cosi’. Che indossare un perizoma ti fa sentire meno costretta nella stoffa di troppo, piu’ femminile, e rende piu’ uniforma la linea dei vestiti attillati.
E se per caso facendo la spesa dovessi incontrare Brad Pitt,. Non avrei nessun minimo imbarazzo a spogliarmi immediatamente.
BB n CC
Vanny
lunedì 18 luglio 2011
IL TRUCCO C'E' MA NON SI VEDE
Uomini e donne si truccano, si sa, da sempre credo, o almeno dalle piu' lontane civilta' a noi conosciute, giusto per aggiungere un cenno storico al tutto.
Lo si fa un po' per gioco, per abbellirsi, sembrare un'altra persona, andare in guerra o che altro ne so. Ma al di la' della motivazioni, in materia di trucco, gli esseri umani si dividono in tre: quelli che si truccano e non nascondono di farlo, quelli che si truccano e dicono di non farlo, quelli che si truccano e non sanno di farlo.
La prima e' abbastanza ovvia da spiegare, piu' impegnative sono le altre.
Prendiamo ad esempio il classico tipo acqua e sapone. Non saprei esattamente chi, quella persona pero' che dice a tutti di non essersi mai truccata, perche' magari ne e' convinta. Poi scopri che si ammazza di lampade 2-300 volte all'anno, e siccome le lampade fanno venire le rughe, intorno ai 30 comincia ad ammazzarsi di botulino e acido ialuronico. Verso i 40 passa al lifting facciale se non anche a qualche ritocchino chirurgico, e cosi' via. Pero' lei, resta una persona acqua e sapone. Se pensate che ci sia un velo di polemica ed ironia nelle mie parole, ebbene, non vi sbagliate affatto. Io adoro truccarmi, a seconda delle stagioni tanto o poco, detesto uscire senza almeno un velo di cipria e di mascara. E non e' perche' ci si debba nascondere o coprirsi di cerone per essere diversi da quello che si e', ma perche' fa parte del vestirsi. Si insomma, a nessuno verrebbe in mente di uscire di casa una mattina senza indossare nulla, nemmeno le mutande, allora perche' bisogna fare tanto sforzo per nascondere il fatto che ci si "veste" anche in volto?
Ognuno lo fa a proprio modo e proprio gusto, chi con quintali di cerone e colori sgargianti, chi semplicemente con un po' di abbronzatura e qualche peletto strappato o con un esile lucida labbra: uomini o donne che siano. Poi ci sono quelli che credono davvero di non fare nulla; ne' trucco leggero e invisibile, ne' lampade da paninaro post St Moritz. Quelli che sono convinti di alzarsi la mattina ed essere assolutamente in armonia con il grigiore della citta' o con il calore del sole, o che semplicemente pensano che la natura li ha fatti cosi' perfetti, da potersene fregare altamente di dover avere un dettaglio diverso da quello che mamma natura gli ha dato. Ecco, queste persone hanno la mia piu' totale e completa devozione.
Ma mi chiedo: esistono davvero? Perche' non le noto mai queste persone? Forse perche' in realta' non ne conosco? Ho mai visto una persona che davvero non si trucca, non fa lampade, non usa un burro cacao, non si e' mai esposto al sole, strappato una sopracciglia, (sorvoliamo sulla depilazione) fatto la barba o i baffetti, uno sbiancamento ai denti...si insomma, ci sto pensando e davvero, non mi viene in mente nessuno.
Il trucco puo' essere pesante, leggero, naturale o trattarsi di un semplice ritocco alla natura: ma c'e' sempre.
Perche' c'e' qualcosa di insito in noi che ci fa sempre e comunque andare contro la natura.
Quella natura che tanti proclamano di voler proteggere e rispettare ma che difficilmente soddisfa le nostre esigenze e i nostri desideri.E allora ognuno sceglie la quantatita' e qualita' di trucco per adattarsi alla natura che vorrebbe avere, non a quella che ha: consapevoli, totalmente inconsapevoli o semplicemente in piena fase di negazione.
Non esiste una regola; l'importante e' che quando uscite di casa, abbiate la faccia che avete deciso di indossare.
BB m CC
Vanny
Lo si fa un po' per gioco, per abbellirsi, sembrare un'altra persona, andare in guerra o che altro ne so. Ma al di la' della motivazioni, in materia di trucco, gli esseri umani si dividono in tre: quelli che si truccano e non nascondono di farlo, quelli che si truccano e dicono di non farlo, quelli che si truccano e non sanno di farlo.
La prima e' abbastanza ovvia da spiegare, piu' impegnative sono le altre.
Prendiamo ad esempio il classico tipo acqua e sapone. Non saprei esattamente chi, quella persona pero' che dice a tutti di non essersi mai truccata, perche' magari ne e' convinta. Poi scopri che si ammazza di lampade 2-300 volte all'anno, e siccome le lampade fanno venire le rughe, intorno ai 30 comincia ad ammazzarsi di botulino e acido ialuronico. Verso i 40 passa al lifting facciale se non anche a qualche ritocchino chirurgico, e cosi' via. Pero' lei, resta una persona acqua e sapone. Se pensate che ci sia un velo di polemica ed ironia nelle mie parole, ebbene, non vi sbagliate affatto. Io adoro truccarmi, a seconda delle stagioni tanto o poco, detesto uscire senza almeno un velo di cipria e di mascara. E non e' perche' ci si debba nascondere o coprirsi di cerone per essere diversi da quello che si e', ma perche' fa parte del vestirsi. Si insomma, a nessuno verrebbe in mente di uscire di casa una mattina senza indossare nulla, nemmeno le mutande, allora perche' bisogna fare tanto sforzo per nascondere il fatto che ci si "veste" anche in volto?
Ognuno lo fa a proprio modo e proprio gusto, chi con quintali di cerone e colori sgargianti, chi semplicemente con un po' di abbronzatura e qualche peletto strappato o con un esile lucida labbra: uomini o donne che siano. Poi ci sono quelli che credono davvero di non fare nulla; ne' trucco leggero e invisibile, ne' lampade da paninaro post St Moritz. Quelli che sono convinti di alzarsi la mattina ed essere assolutamente in armonia con il grigiore della citta' o con il calore del sole, o che semplicemente pensano che la natura li ha fatti cosi' perfetti, da potersene fregare altamente di dover avere un dettaglio diverso da quello che mamma natura gli ha dato. Ecco, queste persone hanno la mia piu' totale e completa devozione.
Ma mi chiedo: esistono davvero? Perche' non le noto mai queste persone? Forse perche' in realta' non ne conosco? Ho mai visto una persona che davvero non si trucca, non fa lampade, non usa un burro cacao, non si e' mai esposto al sole, strappato una sopracciglia, (sorvoliamo sulla depilazione) fatto la barba o i baffetti, uno sbiancamento ai denti...si insomma, ci sto pensando e davvero, non mi viene in mente nessuno.
Il trucco puo' essere pesante, leggero, naturale o trattarsi di un semplice ritocco alla natura: ma c'e' sempre.
Perche' c'e' qualcosa di insito in noi che ci fa sempre e comunque andare contro la natura.
Quella natura che tanti proclamano di voler proteggere e rispettare ma che difficilmente soddisfa le nostre esigenze e i nostri desideri.E allora ognuno sceglie la quantatita' e qualita' di trucco per adattarsi alla natura che vorrebbe avere, non a quella che ha: consapevoli, totalmente inconsapevoli o semplicemente in piena fase di negazione.
Non esiste una regola; l'importante e' che quando uscite di casa, abbiate la faccia che avete deciso di indossare.
BB m CC
Vanny
lunedì 4 luglio 2011
INDOSSIAMO TUTTI UN VELO NERO
Qualche sera fa, in centro a Milano ho visto una donna con il volto completamente coperto.
Alcuni cercavano di non guardarla, altri la scansavano. Forse impauriti o semplicemente perplessi difronte all’ignoto che poteva celarsi dietro quel velo nero.
Io stessa ero...confusa, e non sapevo come reagire: perche’ dovrebbe spaventarci una donna che circola con il volto coperto?
Non indossiamo forse tutti un velo sul volto ogni giorno?
Non c’e’ forse, dentro ciascuno di noi, un oscuro Passeggero che ci accompagna, fatto dei nostri dubbi e incertezze, dei nostri piu’ intimi segreti o desideri che rabbrividiamo al solo pensiero di svelare al mondo?
Per educazione, cultura o semplicemente pudore, ci siamo tutti creati un io virtuale che e’ il nostro ego piu’ profondo, forse l’unico eterno compagno della nostra vita.
E passeggiamo con lui tutti i giorni, certi che mai svelera’ il nostro segreto.
Abbiamo imparato a “vestirlo” di un tessuto impalpabile, ma che a volte, nella nostra fragilita’, si sgualcisce rendendoci vulnerabili.
Un velo che a volte gli altri cercano di strapparci; determinati dall’ossessione che bisogna sempre vedere tutto nelle persone che abbiamo intorno.
Vogliamo davvero spogliare le persone che amiamo del loro piu’ intimo costume?
E se cosi’ fosse, potremmo davvero continuare ad amare il nostro compagno, i nostri genitori, i nostri figli o semplicemente il nostro migliore amico una volta svelata la nudita’ della loro anima?
Non e’ forse vero, che quello che abbiamo imparato a conoscere e ad amare di loro, e’ gia’ in fondo vestito secondo il nostro gusto e le nostre aspettative?
Ognuno di noi, deve poter continuare ad indossare l’abito che ha scelto per continuare a confrontarsi con le persone che ha intorno con il suo disegno, il suo colore.
Quando decidiamo di entrare in contatto con gli altri, decidiamo di accettarle non per quello che sono, ma cosi’ come sono vestite, rispettando ed amando entrambi; lui e l’oscuro Passeggero.
Non chiedetevi chi e’ davvero la madre che vi sta abbracciando, il figlio che vi corre incontro, l’amico che piange sulla vostra spalla o l’uomo che vi sta baciando; perche’ come non farete mai vedere all’altro l’alieno che risiede in voi, non dovrete mai spogliare gli altri del loro prezioso velo nero.
Concediamo a chi amiamo di poter vivere per sempre con il proprio Passeggero.
BB n CC
Vanny
martedì 28 giugno 2011
NONSOLOLAMODA E' IN & OUT
...e me lo hanno fatto notare quelle pazze delle mie amiche che mi hanno aiutato a mettere insieme tutto quello che per loro e’ IN & OUT.
A volte assurdo e controverso, ma comunque la dimostrazione che siamo una generazione libera e in grado di accettare quello che siamo al di fuori di qualsiasi schema prefissato.
E soprattutto in grado di convivere con chi, assolutamente, non la pensa come noi.
IN Abbigliamento low-cost da usare una stagione e poi rinnovare subito
OUT Il vestito che tanto non passa mai di moda
IN dire ok a qualsiasi proposta di uscita con gli amici
OUT chiedere a che ora, dove, chi c’e’, cosa si mangia, cosa si beve, c’e’ parcheggio, c’e’ l’autan, c’e’ la sala fumatori, ma la carne la fanno ben cotta o al sangue? No grazie io non mangio pesce.
IN andare in vacanza a Ibiza, Formentera, Mykonos etc con il tipo, gli amici e i bimbi
OUT la casa dei parenti in Liguria
IN uscire la sera con le amiche lasciando a casa i mariti
OUT uscire solo se accompagnate da un uomo
IN la sua ex e’ la mia migliore amica
OUT fare scenate di gelosia
IN lisciarsi i capelli con la Cheratina
OUT permanente e capelli crespi
IN andare ad un corso di sesso orale insieme alle amiche
OUT io quelle cose no le faccio
IN bere spritz a tutte le ore
OUT no grazie, io un analcolico alla frutta
IN il sushi, il thailandese, vietnamita e tutto l’etnico piu’ assurdo
OUT no grazie, io solo pizza e spaghetti
IN completini intimi super erotici e burlesque
OUT lo slip liscio
IN guardare una tipa perche’ ha delle scarpe bellissime
OUT guardare una tipa perche’ ha le tette grosse
(eh eh, questa e’ di parte...)
IN prendere la pillola per non “ingrassare”
OUT non prendo la pillola perche’ fa ingrassare.....(spiegatemela)
IN suonerie basse per il cell, della serie ho l’amante e non e’ il caso che tutti lo sappiano
OUT la suoneria iper alta alla Ranzani, della serie non mi chiama nessuno e quelle poche volte che succede voglio che tutti lo sappiano
IN la camera da letto con una parete shock, viola, fucsia, a specchio!!!
OUT la camera da letto con il letto in vimini
IN occhiali da sole enormi (esclusa la goccia ray ban)...gli anni 80 sono finiti e Top Gun pure
OUT occhiali con lenti fotocromatiche (pls, usate le lenti a contatto)
IN infradito havaianas
OUT le ciabattine da mare con la zeppa
IN musica classica a palla in macchina
OUT le canzoni strappalacrime in Italiano
IN avere almeno: 1 amico notaio, 1 avvocato, 1 dentista, 1 ottico, 1 che lavora da Prada, 1 che ruba le borse da Prada
OUT avere una Ginecologa donna
IN andare a cena alle 22 per mangiare in una trattoria casalinga
OUT organizzare una pizzata
IN intimo con i cartoni animati
OUT indossare l’intimo
(questa e’ moooolto sottile)
IN il mini abito
OUT la mini gonna
IN il tacco per andare al mercato
OUT la gonna da zingara perche’ tanto vado al mercato
IN iPhone
OUT l’addobbino sul cellulare
IN divani in pelle che fanno sudare
OUT il copridivano...e sorvoliamo sulle fantasie
IN capelli lunghi o corti con tagli che fingono di essere naturali
OUT mi raso a zero cosi’ sono piu’ comoda
IN avere delle amiche che hanno gusti completamente diversi dai nostri
OUT imitare le amiche nel vestirsi evitando l’effetto gemelle-diverse
IN avere ogni genere di tecnologia in macchina: attacco IPhone Ipad Ipod, navigatore, localizzatore piedipiatti
OUT i dadi di peluche appesi allo specchietto
IN mamma e papa’ vestiti da 16enni
OUT i figli vestiti come mamma e papa’
IN affittare ogni estate una casa in un posto diverso
OUT la villetta fuori Milano
IN cenare in un posto di lusso ridendo e spanciandosi ad alta voce
OUT sussurrare nei ristoranti con i camerieri ingessati
IN la lista di nozze in banca o per un viaggio che comunque non ci si potrebbe permettere
OUT la dote, la lista nozze dai casalinghi
IN avere le unghie col gel di colori assurdi
OUT mangiarsi le pellicine
IN pagare con la visa i biglietti del tram
OUT pagare con gli assegni
IN prendere i mezzi pubblici la sera con i tacchi
OUT prendere i mezzi pubblici con i tacchi
(anche questa e’ sottile...)
IN Apple
OUT Microsoft
IN iscriversi in palestra per usare la Spa
OUT iscriversi in palestra per fare sport
IN essere perennemente collegati in rete
OUT a me non piacciono quelle cose tipo facebook
IN andare a letto alle 2 di notte anche solo per chattare con l’amica
OUT stasera massimo alle nove vado a letto
IN uscire e non avere una meta
OUT stasera faccio un ape veloce
IN fare le foto con il cell e caricarle subito su facebook
OUTISSIMO andare dal fotografo a farsi stampare le foto per metterle negli album
IN farsi paccare da un acquisto su internet
OUT comprare un’imitazione dal marocchino
To be continued....
BB n CC
Vanny
lunedì 27 giugno 2011
IL BRUTTO ANATROCCOLO
Vi capitava mai da ragazzine, di sentirvi brutta, che i compagni vi prendessero in giro, vi chiamassero Corvo o Cicciona e magari questi erano anche complimenti rispetto al solito?
Poi si correva dalla mamma disperate, che invece ti diceva che eri bellissima o che comunque da grande lo saresti diventata e i soliti bla bla che non solo non convincevano mai ma puzzavano talmente tanto di frase fatta da riuscire a deprimerci ancora di piu', rendendoci solo assolutamente sicure e consapevoli che forse, l'essere belle, piacere agli altri, sentirsi a posto in mezzo alla gente non avrebbe mai fatto parte della nostra vita. Quelle a cui e' capitato, e che sono arrivate vive sino ad oggi, considerati i suicidi andati male, possono solo dire una cosa: siamo state fortunate.
Grazie (o disgraziatamente) a Facebook, non sono inusuali i ritrovi tra compagni del liceo, e proprio come nel film di Verdone "Compagni di scuola" sempre piu' spesso ci si ritrova di fronte al classico contrappasso dantesco: per carita', i Nerds non sono certo diventati Brad Pitt e i carini tali sempre sono rimasti, ma la bella della classe? Quella che mai ha dovuto pronunciare parola per piacere a qualcuno o indossare qualcosa di scomodissimo solo per risultare passabile, che fine ha fatto? Beh, sempre carina resta, agli occhi di chi la ricorda perfetta, agli occhi di un sedicenne, tutt'altra cosa quando si pensa che alcune di noi ormai sono parte degli anta (o quasi).
Ebbene, tutte quelle che non hanno dovuto faticare per farsi accettare o per piacere col tempo, convinti che la personalita', la simpatia e l'intelligenza nonche' la cura del proprio corpo non gli fosse necessaria, si sono sfasciati, nel corpo e nell'anima. Perche' se e' vero che nulla dura mai per sempre, come vale per la bellezza (in questo caso la bellezza dell'asino) vale anche per la bruttezza. E cosi', il brutto anatroccolo che poco aveva di piacevole ha cercato di crescere,di non dare mai per scontato di poter piacere a tutti, migliorando al punto di diventare da grande, quello che in natura da piccola aveva la piu' bella della classe; che nel frattempo, non dovendo fare nulla per migliorarsi e' diventata banale, scontata e socialmente senza sorprese, in una parola: vecchia.
E non si tratta di essersi curati o di aver imparato a vestirsi, ma di aver imparato a stare al mondo, trasmettendo inevitabilmente il carattere non piu' indeciso e insicuro della sedicenne ma il frutto dell'essersi messa per anni in discussione, migliorando per piacersi, consapevoli o indifferenti alla mancata approvazione degli altri.
E quando si e' sicuri di se, e magari anche brillanti, si piace sempre.
Nessuno ha voglia di confrontarsi tutta la vita con un manichino, siamo in perenne mutamento e se ne siamo capaci, il mutamento puo' solo essere positivo.
Ma per farlo bisogna avere la giusta motivazione, e la motivazione si sa, e' la chiave del successo.
Chi nasce bella una motivazione non ce l'ha, chi nasce sfigata ne ha a bizzeffe.
Se qualche Ugly Betty mi sta leggendo, vorrei dirle che quello che la mamma diceva inconsapevolmente e' la verita': non lamentatevi di non essere la piu' bella della classe, ma agite per migliorare soprattutto quello che avete dentro,perche' col tempo, la bellezza interiore trasparira' agli occhi piu' attenti diventando fascino, sensualita' e femminilita'.
Credete davvero che la bellezza sia una questione oggettiva?
Se non esistesse la giovinezza, la vecchiaia, la gravidanza e la menopausa ma solo un mucchio di chirurghi plastici forse lo sarebbe.
Ma non e' cosi': un naso rifatto, due tettone e un bel vestito non bastano, queste cose le possono avere tutti, con un po' di sforzo.
Per distinguervi, guardatevi dentro, e tirate fuori quello che a voi piace, e lasciate che anche gli altri lo vedano.
E quello che non vi piace, rendetelo vostra peculiarita', rendetelo unico, la differenza che vi distingue dalla massa, cercando di dargli uno scopo, un perche': che sara' quello che deciderete voi.
Lasciatevi stupire da voi stessi senza chiudervi in schemi che qualcun'altro ha fatto; il gioco, lo comandiamo noi.
BB n CC
Vanny
Poi si correva dalla mamma disperate, che invece ti diceva che eri bellissima o che comunque da grande lo saresti diventata e i soliti bla bla che non solo non convincevano mai ma puzzavano talmente tanto di frase fatta da riuscire a deprimerci ancora di piu', rendendoci solo assolutamente sicure e consapevoli che forse, l'essere belle, piacere agli altri, sentirsi a posto in mezzo alla gente non avrebbe mai fatto parte della nostra vita. Quelle a cui e' capitato, e che sono arrivate vive sino ad oggi, considerati i suicidi andati male, possono solo dire una cosa: siamo state fortunate.
Grazie (o disgraziatamente) a Facebook, non sono inusuali i ritrovi tra compagni del liceo, e proprio come nel film di Verdone "Compagni di scuola" sempre piu' spesso ci si ritrova di fronte al classico contrappasso dantesco: per carita', i Nerds non sono certo diventati Brad Pitt e i carini tali sempre sono rimasti, ma la bella della classe? Quella che mai ha dovuto pronunciare parola per piacere a qualcuno o indossare qualcosa di scomodissimo solo per risultare passabile, che fine ha fatto? Beh, sempre carina resta, agli occhi di chi la ricorda perfetta, agli occhi di un sedicenne, tutt'altra cosa quando si pensa che alcune di noi ormai sono parte degli anta (o quasi).
Ebbene, tutte quelle che non hanno dovuto faticare per farsi accettare o per piacere col tempo, convinti che la personalita', la simpatia e l'intelligenza nonche' la cura del proprio corpo non gli fosse necessaria, si sono sfasciati, nel corpo e nell'anima. Perche' se e' vero che nulla dura mai per sempre, come vale per la bellezza (in questo caso la bellezza dell'asino) vale anche per la bruttezza. E cosi', il brutto anatroccolo che poco aveva di piacevole ha cercato di crescere,di non dare mai per scontato di poter piacere a tutti, migliorando al punto di diventare da grande, quello che in natura da piccola aveva la piu' bella della classe; che nel frattempo, non dovendo fare nulla per migliorarsi e' diventata banale, scontata e socialmente senza sorprese, in una parola: vecchia.
E non si tratta di essersi curati o di aver imparato a vestirsi, ma di aver imparato a stare al mondo, trasmettendo inevitabilmente il carattere non piu' indeciso e insicuro della sedicenne ma il frutto dell'essersi messa per anni in discussione, migliorando per piacersi, consapevoli o indifferenti alla mancata approvazione degli altri.
E quando si e' sicuri di se, e magari anche brillanti, si piace sempre.
Nessuno ha voglia di confrontarsi tutta la vita con un manichino, siamo in perenne mutamento e se ne siamo capaci, il mutamento puo' solo essere positivo.
Ma per farlo bisogna avere la giusta motivazione, e la motivazione si sa, e' la chiave del successo.
Chi nasce bella una motivazione non ce l'ha, chi nasce sfigata ne ha a bizzeffe.
Se qualche Ugly Betty mi sta leggendo, vorrei dirle che quello che la mamma diceva inconsapevolmente e' la verita': non lamentatevi di non essere la piu' bella della classe, ma agite per migliorare soprattutto quello che avete dentro,perche' col tempo, la bellezza interiore trasparira' agli occhi piu' attenti diventando fascino, sensualita' e femminilita'.
Credete davvero che la bellezza sia una questione oggettiva?
Se non esistesse la giovinezza, la vecchiaia, la gravidanza e la menopausa ma solo un mucchio di chirurghi plastici forse lo sarebbe.
Ma non e' cosi': un naso rifatto, due tettone e un bel vestito non bastano, queste cose le possono avere tutti, con un po' di sforzo.
Per distinguervi, guardatevi dentro, e tirate fuori quello che a voi piace, e lasciate che anche gli altri lo vedano.
E quello che non vi piace, rendetelo vostra peculiarita', rendetelo unico, la differenza che vi distingue dalla massa, cercando di dargli uno scopo, un perche': che sara' quello che deciderete voi.
Lasciatevi stupire da voi stessi senza chiudervi in schemi che qualcun'altro ha fatto; il gioco, lo comandiamo noi.
BB n CC
Vanny
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